Intervista Attilio Gheller

Attilio Gheller è un imprenditore veneto che ha saputo trasformare la grande passione per la montagna e l’alpinismo in una fiorente attività economica. Le sue origini, di cui va molto orgoglioso, partono da Foza, paese dov’è nato, sulle propaggini orientali dell’Altopiano  dei Sette Comuni e da cui poi si è allontanato ancora giovanissimo per trasferirsi con la famiglia a Valstagna. Attilio è amante della montagna e da subito inizia a praticare la speleologia, tanto che, dopo il servizio militare, la sua grande passione lo porta a dedicarsi all’alpinismo: un amore, che da quel momento è cresciuto progressivamente, portandolo a collaborare anche con il Soccorso Alpino e che porrà le basi del suo successivo percorso. Durante i primi anni ottanta la grande sfida di Attilio fu proprio quella di riuscire a coniugare la grande passione per le arrampicate con l’attività lavorativa. Il giovane, divenuto rocciatore individuale, creò una sua squadra di lavoro, tra cui c’erano anche delle guide alpine, specializzata nella bonifica di pareti rocciose lungo le ferrovie e grandi arterie stradali. Nell’ottobre del 1991, avvalendosi dell’esperienza acquisita negli anni precedenti, decise di fondare l’impresa Gheller sas. Aperto un ufficio sulla riviera di Valstagna assieme ai fratelli Mirco e Denis (anch’essi rocciatori), Attilio iniziò quindi a operare nel campo della prevenzione e difesa da caduta massi. L’attività venne svolta inizialmente collaborando con imprese locali, poi con imprese nazionali. Attraverso brillanti intuizioni, un impegno continuo e un fortissimo entusiasmo, l’imprenditore guidò la piccola impresa di Valstagna fino a diventare leader in Italia.

Di cosa si occupa oggi l’impresa Gheller?

E’ specializzata in particolare nella realizzazione di opere per la bonifica e il consolidamento dei pendii e delle pareti rocciose e nella difesa da caduta massi e valanghe, ma si occupa  anche di restauro di ogni genere, lavori stradali ed edili. Opera in tutta Italia, portando la propria esperienza pluriventennale anche nelle località più suggestive del Paese: da Cortina d’Ampezzo alla Costiera Amalfitana, dalle isole dell’arcipelago campano a Venezia.

Com’ era il lavoro in parete durante i primi anni di attività?

Quando iniziai era ancora più duro di quanto può essere oggi! Non c’erano le attrezzature e le comodità che abbiamo ora. Eravamo gruppi di 5-6 rocciatori spediti a lavorare in alta montagna, in quasi completo isolamento per lunghi periodi; dormivamo in baracche e mangiavamo nelle gavette. Superando assieme, giorno dopo giorno, le asperità e le difficoltà, ci sentivamo più una “famiglia” che una squadra di lavoro. Ho stretto delle amicizie profonde che conservo tuttora ed è in quegli istanti che ho capito l’importanza del vero lavoro di gruppo. Sono momenti che ricordo con grande orgoglio e piacere.

Quali sono i principali fattori di successo della sua azienda?

Ritengo sia stato determinante formare uno staff dinamico e affiatato. Abbiamo infatti ricreato, nella gestione e direzione dell’impresa, quello spirito di collaborazione e fiducia che si applica normalmente nel lavoro di gruppo in montagna. Si tratta di un vero e proprio stile di vita, una sorta di fil rouge che accompagna ogni attività. Il nostro team è costituito da giovani, formati allo scopo di poter operare secondo la filosofia aziendale. Ma ogni persona svolge le mansioni che meglio si adattano alle proprie attitudini, senza che ne venga intaccata l’individualità.

Sicuramente è un approccio aziendale diverso e originale…

Certo. Infatti ritengo che questa vivacità intellettuale porti a diversi vantaggi. Nel gruppo si crea un continuo scambio di informazioni e stimoli: l’ambiente lavorativo diventa così il luogo ideale per la nascita e lo sviluppo di nuove idee. Allo scopo di valutare la fattibilità di progetti innovativi di diversa natura, sia interni che esterni all’impresa, è stata creata inoltre un’ ”Area Ricerca”, che con indagini di mercato specifiche, verifica le possibilità di sviluppo delle idee che nascono.

Quali altri interessi coltiva, oltre a quelli legati alla sua attività?

Amo la mia terra. Per questo partecipo e sostengo attivamente tutte le iniziative sportive e culturali che riscoprono e valorizzano la Valle del Brenta. In quanto appassionato d’arte e di restauro, considero importante operare nel recupero e ripristino dei patrimoni storici e naturali ad alto valore monumentale. Come impresa Gheller abbiamo eseguito, per esempio, lavori di restauro nella città di Venezia, lavori di ripristino nella Calà del Sasso e di restauro nel Covolo di Buttistone, nel Forte Interrotto sull’Altopiano di Asiago, nella Porta Bassano delle mura di Cittadella e molti altri ancora. Ciò che comunque mi appaga maggiormente è il fatto di poter sostenere molte cause benefiche a cui sono legato, tra le quali la ricerca per le malattie, il sostegno ad ospedali psichiatrici, ed in particolare tutte le problematiche legate ai bambini. Per questo motivo ho costituito l’Associazione Gheller 2006, senza scopo di lucro, impegnata nell’aiutare Il Centro di Prima Emergenza per i Bambini di Strada a Timisoara in Romania, dove vengono accolti e recuperati minori abbandonati, vittime di abusi oppure tossicodipendenti. Operiamo basandoci su obbiettivi ben definiti, sui quali viene organizzata la raccolta di fondi e che vengono poi monitorati con regolarità. A tal proposito mi reco spesso sul posto per verificare personalmente il funzionamento dell’organizzazione e lo stato di salute dei bambini.

Ci parli di più della vostra Associazione…

Volentieri. L’Associazione Gheller 2006 è stata costituita appunto nel 2006, in occasione del raduno mondiale della famiglia Gheller; è presieduta da Attilio Gheller, e,  senza scopo di lucro, opera a favore di precisi impegni umanitari. Tra le priorità spicca in particolare il sostegno al Centro di prima emergenza per i bambini di Strada a Timisoara, in Romania. Questa struttura, accoglie mediamente 20-25 bambini raccolti dalla strada e che presentano problemi di diversa natura, sia fisici che psicologici, ai quali vengono prestati i primi soccorsi fino a quando saranno in grado di affrontare il trasferimento presso la struttura più adeguata, come ospedali psichiatrici, comunità per recupero tossicodipendenti o l’affido in famiglia. L’impegno dell’associazione è quello di rendere migliore la vita di questi ragazzi all’interno del centro, fornendo loro medicinali, biancheria intima, prodotti igienici e altri beni di prima necessità; inoltre cerchiamo di dare la possibilità a ognuno di loro di festeggiare il loro compleanno con dolci e qualche regalo, cercando di portare un importante sostegno materiale ma soprattutto tutto il calore e l’affetto umano di cui hanno estremamente bisogno questi bambini.